La mia utopia etica umanista

Penso a un movimento dal basso, che parte da un visionario, a cui si aggiunge, per attrazione, un primo "compagno di ideali" e poi un altro, sempre per attrazione, facendo largo uso di internet per la condivisione di documenti selezionati con cura e notizie, poi altri ancora gradualmente, fino ad arrivare ad una crescita esponenziale e costituire una forza non politica ma elettorale, cioè capace di influenzare la politica attraverso i suoi voti. Come avvenne per il cristianesimo, prima che, con Costantino, diventasse una realtà politica e secolare. Bisognerà però partire da un'idea realistica, razionale, non religiosa, senza gli errori di tutti i movimenti utopici del passato, compreso il comunismo, falliti soprattutto per ignoranza della psicologia e, più in generale, della natura umana. Bisognerà evitare l'organizzazione monolitica piramidale, facilmente corruttibile. Penso ad un movimento basato su un'etica umanista e antropologica, da sviluppare a cura dei fondatori e dei primi sostenitori, che potrà essere sviluppata e modificata liberamente da chiunque altro, creando una rete di movimenti locali liberamente collegati, creando eventualmente un organismo federativo non vincolante. Un movimento che tenga conto del patrimonio di tutte le scienze umane e sociali (filosofia, psicologia, sociologia, antropologia, neuroscienze, genetica, economia, politica, letteratura, arte ecc.) opportunamente analizzate, vagliate, sintetizzate, oganizzate, semplificate e adattate in modo da poter essere insegnate nelle scuole pubbliche (già dalle elementari) e usate da tutti, non solo dagli specialisti.

Categorie: Etica | Filosofia
Da Il mondo visto da me (2016-04-07)

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