Siamo tutti schiavi e padroni

Non ha senso scegliere se essere schiavi o padroni come se si trattasse di condizioni mutuamente esclusive, perché siamo inevitabilmente sia schiavi che padroni di forze a noi esterne e interne.

Per "essere padrone" intendo essere capace di autogovernarsi, di volere e scegliere liberamente come comportarsi nei confronti di se stessi e degli altri. Per "essere schiavo" intendo la necessità di sottostare alle leggi della natura e agli impulsi interni, ovvero di soddisfare bisogni che non abbiamo scelto di avere.

Le proporzioni tra l'agire come schiavi e l'agire come padroni sono variabili momento per momento in modo poco controllabile e poco prevedibile.

La nostra libertà è comunque molto limitata e consiste essenzialmente nel "giocare" col caso per sfuggire alla programmazione del comportamento. Questo può avvenire pensando, facendo e vedendo cose parzialmente casuali. Infatti, prendere una decisione seguendo una logica predefinita in cui non c'è una componente casuale, è un atto di obbedienza nei confronti della logica stessa, ovvero di un'abitudine. La differenza tra agire come schiavo o come padrone dipende da come viene scelta la logica a cui sottomettersi e il rigore con cui si obbedisce ed essa, ovvero se la scelta è libera, consapevole e revocabile oppure impulsiva e/o inconscia.

Si tratta quindi di scegliere quanta casualità introdurre in un processo altrimenti causale, ovvero quanto si vuole essere creativi.  Infatti la creatività è basata sul caso, ovvero sulla capacità di riconoscere l'utilità di particolari combinazioni di cose o idee modificate casualmente.

Concludendo, siamo sempre schiavi e padroni simultaneamente nel senso che in noi convivono agenti mentali "schiavi" e agenti mentali "padroni" ovvero "giocatori". I primi prevalgono sempre, ma lasciamo un certo spazio ai secondi, la cui estensione varia di momento in momento. Questo spazio consiste nel farsi, ogni tanto, guidare dal caso piuttosto che dalle abitudini. Infatti essere padroni significa scegliere liberamente da chi o cosa farsi guidare. Questo si ottiene chiedendo consiglio al caso su cosa fare per poi decidere se accettare o rifiutare il consiglio stesso.

Categorie: Bisogni umani | Libero arbitrio | Casualità | Autogoverno
Da Il mondo visto da me (2017-11-22)



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