La felicità come servizio reciproco

Per convivere e interagire pacificamente e in modo produttivo e soddisfacente con gli altri, ovvero per essere felici, la cosa migliore che ciascuno possa fare è un servizio reciproco il più completo possibile e con il maggior numero possibile di persone. Cioè ognuno dovrebbe cercare di soddisfare il più possibile le esigenze altrui e incentivare gli altri a soddisfare le proprie. Perché questo avvenga è necessario che ognuno conosca le esigenze proprie e altrui in termini di bisogni innati e acquisiti, paure, desideri, sensibilità, volontà, gusti ecc. distinguendo quelle sane da quelle morbose, quelle produttive da quelle controproducenti, e che faccia conoscere agli altri le proprie.
Per capire ed esprimere le proprie esigenze e intuire quelle altrui, specialmente quelle inconsce, è necessaria una conoscenza profonda e demistificata della natura umana, ottenibile mediante una cultura umanista eclettica e organica, da insegnare prima possibile, anche ai bambini, e da approfondire e diffondere per tutta la vita, con ogni mezzo: letterario, artistico, pedagogico, accademico, giornalistico, psicoterapeutico, politico, economico ecc.

Categorie: Psicologia
Da Il mondo visto da me (2016-03-22)

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