La fede e i suoi benefici

La fede è uno stato mentale in cui si è convinti che qualcuno o qualcosa (idea, comportamento, pratica, formula, procedura, disciplina, regola, metodo, credenza, tradizione, filosofia, religione, ecc.) ci procurerà un bene. È un'aspettativa di bene e, come tale, procura piacere. Vale a dire che anche la fede in qualcosa di assurdo può farci sentir bene (c'è una differenza tra sentirsi bene e star bene). La fede è dunque, per definizione, un placebo, che in latino significa letteralmente, appunto, "piacerò".

Con questo non voglio dire che aver fede sia credere in cose necessariamente assurde o false; infatti si può aver fede anche in cose vere e realmente benefiche. La differenza tra aver fede in un beneficio e prevederlo razionalmente è che nel primo caso la previsione (che possiamo definire fideistica) è emotiva, non razionale mentre nel secondo caso è razionalmente fondata. Ovviamente le due previsioni possono coesistere, tuttavia c'è sempre il rischio che una previsione fideistica possa influenzare una previsione razionale, per effetto del bias cognitivo.

Non bisogna tuttavia considerare la fede qualcosa da evitare in tutti i casi; infatti, se accompagnata da una coerente e non manipolata previsione razionale, la fede, agendo a livello emotivo, produce entusiasmo, piacere, motivazione, forza, tenacia, resistenza, sicurezza, carisma senza i quali è difficile portare avanti qualsiasi progetto di cambiamento, o la vita stessa.

Affidiamoci dunque alle persone e alle idee in cui crediamo razionalmente e godiamo dei benefici della fede stessa, anche se le nostre previsioni razionali non possono essere sicure al 100%.

Categorie: Placebo | Fede | Bias cognitivo | Psicologia
Da Il mondo visto da me (2016-10-25)

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