Sulle tragedie dell'immigrazione clandestina in mare

A prescindere da considerazioni etiche, credo che, diminuendo il rischio, per i migranti clandestini, di morire in mare, il loro flusso aumenterebbe. In altre parole, più efficienti sono i soccorsi, più aumenta il numero di richiedenti soccorso. Questa è fredda logica. Estremizzando il concetto, l'unico modo per annullare il rischio di tragedie, sarebbe quello di togliere ogni limite all'immigrazione, cioè far entrare chiunque legalmente e incondizionatamente. In tal caso, siccome le persone che fanno una vita insopportabile nel loro paese (al punto di preferire una morte probabile) sono centinaia di milioni, dovremmo permettere che decine di milioni di persone entrino e restino in Italia senza restrizioni. Immaginatevi cosa comporterebbe per il sistema sanitario nazionale, per la disoccupazione e dove andrebbero ad abitare. I costi sarebbero enormi e andrebbero ad aumentare il nostro debito pubblico (già vicino alla bancarotta), per non parlare dei costi sociali (vedi l'ostilità di gran parte di italiani).
Non dico se aprire le frontiere sarebbe una buona o una cattiva idea, dico solo che chi protesta per l'inefficienza dei soccorsi dovrebbe essere cosciente che sta implicitamente chiedendo alle autorità di diminuire o togliere del tutto le restrizioni all'immigrazione. Non so se se ne rendono conto.
O c'è qualcosa che mi sfugge?

Categorie: Miscellanea
Da Il mondo visto da me (2015-04-21)

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