Il peggior nemico della democrazia è la democrazia stessa

Permettere a tutti, senza distinzioni, di votare (in nome del principio di Uguaglianza), alla lunga può distruggere la democrazia. Infatti, se a comandare sono gli eletti dai meno capaci, meno istruiti, meno saggi, meno volenterosi, meno coscienziosi, meno onesti, meno rispettosi delle leggi, ci dobbiamo aspettare malgoverno e degrado morale. Infatti l'uomo medio è poco istruito, conformista, pigro, egoista e poco motivato alla crescita personale. In una parola: mediocre. La democrazia è la dittatura della mediocrità. Cionnonostante, credo che una dittatura fascista o comunista sia ancora peggio.

Io sarei favorevole ad una democrazia in cui possono votare solo quelli che hanno superato un esame di educazione civica, cultura generale e alfabetismo funzionale.

La pari dignità di tutti come esseri umani, l'eguaglianza universale dei diritti, sono un'altra cosa, sulla quale non si discute. Per fare un esempio di esclusione accettabile, in certe facoltà universitarie c'è il numero chiuso e possono entrare solo i migliori. Questo non significa che gli esclusi non siano persone degne o non meritino rispetto.

"Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’Uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga." [Henri-Frédéric Amiel]

Categorie: Politica
Da Il mondo visto da me (2016-08-18)

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