Sul conservatorismo della cultura accademica

Suppongo che la cultura accademica, per quanto riguarda le scienze umane e sociali e specialmente la filosofia e la psicologia, sia raramente rivoluzionaria o progressista, perché è obbligata a fare gli interessi della classe che la finanzia, cioè della classe dominante, la quale non vuole essere sostituita da una classe con idee più avanzate o radicali che potrebbero cambiare l'ordine sociale, la distribuzione delle ricchezze e i privilegi caratteristici dello status quo.



Categorie: Cultura | Politica
Da Il mondo visto da me (2016-11-02)

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