Sulla mediocrità
Aforismi sulla mediocrità
- Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che oltrepassa le loro capacità. (François de La Rochefoucauld)
- Il mondo ama i mediocri. Il mondo odia coloro che sono molto buoni e coloro che sono molto malvagi. I buoni rappresentano un biasimo per i mediocri, per i quali i malvagi costituiscono un turbamento. (Fulton J. Sheen)
- La mediocrità è perdere il fine attraverso i mezzi. (Oliviero Toscani)
- La mediocrità non ha consolazione più grande del pensiero che il genio non è immortale. (Johann Wolfgang von Goethe)
- La tendenza generale del mondo è quella di fare della mediocrità la potenza dominante. (John Stuart Mill)
- Non siate che mediocri, otterrete tutto. (Charles Joseph de Ligne)
- I grandi spiriti hanno sempre incontrato una violenta opposizione dalle menti mediocri. (Albert Einstein)
- Si sbaglierà di rado se si ricondurranno le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura. (Friedrich Nietzsche)
- Essere un mediocre non è una pena. La pena è accorgersene. Ma è un mediocre chi si avvede di esserlo? (Ugo Oietti)
- Il successo di tanti libri si fonda sull'accordo fra la mediocrità delle idee dell'autore e la mediocrità delle idee del pubblico. (Nicolas de Chamfort)
- Gli artisti mediocri si ammirano reciprocamente. Per loro ciò significa essere larghi di vedute e liberi dai pregiudizi. (Oscar Wilde)
- Per acquistare popolarità bisogna essere una mediocrità. (Oscar Wilde)
- La mediocrità non conosce nulla di più alto di se stessa, ma il talento riconosce immediatamente il genio. (Arthur Conan Doyle)
- Il grado più alto a cui possa elevarsi uno spirito mediocre ma dotato di esperienza è la capacità di scoprire le debolezze degli uomini migliori di lui. (Georg Christoph Lichtenberg)
Fenomenologia di Mike Bongiorno
da "Diario Minimo" di Umberto Eco
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Ora, nel campo dei fenomeni quantitativi, la media rappresenta appunto un termine di mezzo, e per chi non vi si è ancora uniformato, essa rappresenta un traguardo. Se, secondo la nota «boutade», la statistica è quella scienza per cui se giornalmente un uomo mangia due polli e un altro nessuno, quei due uomini hanno mangiato un pollo ciascuno - per l'uomo che non ha mangiato, la meta di un pollo al giorno è qualcosa di positivo cui aspirare. Invece, nel campo dei fenomeni qualitativi, il livellamento alla media corrisponde al livellamento a zero. Un uomo che possiede «tutte» le virtù morali e intellettuali in «grado medio», si trova immediatamente a un livello minimale di evoluzione. La "medietà" aristotelica è equilibrio nell'esercizio delle proprie passioni, retto dalla virtù discernitrice della "prudenza". Mentre nutrire passioni in grado medio e aver una media prudenza significa essere un povero campione di umanità.
Il caso più vistoso di riduzione del «superman» all'«everyman» lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna. Idolatrato da milioni di persone, qest'uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta unita (questa è l'unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o finzione scenica ...
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Mike Bongiorno convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo. Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello. Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti.
La formula matematica della mediocrità
Articolo di Antonello Caporale da La Repubblica del 18/10/2008
L' Italia è piena di giovani talenti ma resta immobile e vecchia, ricca ma consegnata alla vita precaria, bellissima eppure sfregiata, accogliente però insicura. L' Italia è piena di mediocri. Organizzati per cordate, sorretti dalla corporazione, dal club dall' accesso esclusivo, o garantiti dal nome di famiglia. Meglio i parenti dei concorsi; meglio serrarsi nella difesa degli interessi delle lobby che affrontare il rischio della concorrenza. Meglio i portaborse servili dei collaboratori svegli ed efficienti. Valori capovolti e merito taroccato. Entra solo chi si mette in fila e aspetta, docile, il suo turno. La prova del nove è davanti ai nostri occhi. Perfetti sconosciuti - grazie a mirabili carriere da Signorsì - hanno confezionato un cursus honorum che riserva loro omaggi e riverenze di Stato. Figurarsi in Parlamento. Lì la mediocrità è una virtù. Mi ha colpito, come credo molti, il modo in cui la politica ha raccolto «i migliori», il metodo di selezione dei candidati nelle ultime elezioni. Un disegno organico e complementare, che ha unito destra e sinistra e premiato gli adulatori dal pensiero liquefatto al primo raggio di sole. [...]
Pippo Baudo sulla mediocrità in TV
«Trasmissioni come Amici di Maria De Filippi mettono in primo piano la mediocrità, non il valore». Così Pippo Baudo, a margine di un incontro all' Università di Salerno. «Stimo chi fa la trasmissione, ma il programma punta su una cosa furba. Se faccio vedere un ballerino o un cantante scadente, a casa diranno: anche per me può esserci la tv. Il circuito delle illusioni è pericoloso». (Da La Repubblica del 24/3/2004)










