Dobbiamo scegliere se subire un futuro che altri decideranno, oppure esserne decisori e attori. Nel secondo caso dobbiamo cambiare mentalità, ovvero modi di pensare, a cominciare da noi stessi. Ma chi di noi pensa di pensare in modo inadeguato? Quasi nessuno, quindi il futuro lo subiremo.

La rivoluzione, quando ci sarà, consisterà nel rivoluzionare il nostro modo di pensare.

Non vedo un futuro nel senso che non riesco a prevederlo, ma arriverà e non sappiamo chi ci guadagnerà e chi ci perderà. Ci saranno morti, feriti e beneficiati.

Investigare la natura umana, a mio parere, è la cosa più importante da fare se vogliamo cambiare e determinare il nostro futuro. Ma dobbiamo farlo allo scopo di cambiare il nostro personale modo di pensare, per renderlo più adeguato alla realtà.

Prendiamo ad esempio la domanda "come interagirò con le persone che incontrerò?" Nessuno si fa domande del genere, nessuno mette in discussione il suo modo di interagire o di pensare. Se fossimo obbligati a rispondere a tale domanda, quasi tutti risponderebbero "come al solito, spontaneamente". E così non cambieremo nulla, ma subiremo i cambiamenti determinati dal caso, dalla natura e/o da altri.

Per prevedere il futuro è necessario conoscere il presente. Ma cosa vuol dire conoscere? Come si fa a conoscere? Con quale epistemologia? Con quali concetti? Con quali presupposti? Chi può dire di conoscersi? E come si può conoscere se stessi se non si conosce la natura umana in generale?

Ognuno "conosce" a suo modo, ma ciò che "conosce" è solo una personale e abbreviata "versione" della realtà, più o meno utile ai propri fini, e per ridurre la propria angoscia esistenziale.

Non si può conoscere il particolare se non rispetto al generale, non si può conoscere il dettaglio se non rispetto all'insieme.

E allora cerchiamo prima di tutto di conoscere la natura umana in generale, rinunciando alla presunzione di conoscerla già abbastanza. Solo dopo potremo conoscere noi stessi e agire in modo adeguato per un futuro migliore.

Ognuno può cambiare la propria vita attraverso le esperienze, lo studio, la psicoterapia ecc., ma in che misura un individuo può determinare cambiamenti nella società in cui vive? Poco o niente, a meno che non si formino movimenti di persone unite da ideali intellettuali o morali comuni. Oggi tali ideali non ci sono, o sono poco diffusi, ognuno ha una cultura e un'etica fai-da-te, e per questo subiremo il futuro, non lo determineremo.