Il mondo visto da me su Identità

Parole contro di voi

Tutto quello che dite o scrivete può essere usato contro di voi, per esempio, per classificarvi come mediocri, stupidi, ingenui, utopisti, razzisti, cattivi, ignoranti, arroganti, presuntuosi, pignoli, perfezionisti, aggressivi, offensivi, freddi, senza sentimenti, senza empatia, megalomani, opportunisti, bugiardi, incapaci, perdenti, di cattivo gusto ecc. Fate perciò attenzione a ciò che dite e scrivete, e soprattutto alle personalità di chi vi ascolta e vi legge.

La vita che ci è stata data

Chi nasce serpente deve vivere come un serpente, chi nasce lumaca, come una lumaca, chi nasce aquila, come un'aquila. Non possiamo vivere che come il nostro patrimonio genetico ci obbliga a vivere, nei limiti da esso imposti e con le libertà da esso concesse.

Identità interattive

Noi siamo i modi in cui interagiamo col nostro ambiente sociale, naturale e mediatico.

Identità relative

Non ha senso chiedersi: Chi sono? Cosa sono? Mentre ha senso chiedersi: Chi/cosa sono io per gli altri? E più precisamente: Chi/cosa sono io per X? Per Y? Per Z? Ecc. E poi: Chi/cosa sono gli altri per me?

Conoscere se stessi?

Conoscere se stessi? Impossibile se non si conoscono anche gli altri, se non si conosce l'uomo in generale.

Identità e scelte

Dimmi cosa scegli e ti dirò chi sei.

Come vogliamo essere

Noi vogliamo inconsciamente essere come ci vogliono le persone da cui la nostra vita dipende, cioè quelle di cui abbiamo bisogno (materialmente o come guide o modelli) per vivere.

Chi sono?

Io sono ciò che penso, ciò che sento e ciò che voglio.

Essere e pensare

I nostri pensieri dipendono da ciò che siamo e ciò che siamo dipende dai nostri pensieri. In altre parole, i nostri pensieri sono causa e conseguenza di ciò che siamo.

Lo stesso si può dire del rapporto tra essere e sentire, e tra essere e volere.

Qualificazione sociale

Tutto ciò che facciamo e non facciamo, diciamo e non diciamo, pensiamo e non pensiamo, conosciamo e non conosciamo, sentiamo e non sentiamo, desideriamo e non desideriamo, ci qualifica socialmente.

identità e pensieri

I nostri pensieri sono influenzati da ciò che siamo, e ciò che siamo è influenzato dai nostri pensieri.

Essere e imitare

Dimmi chi imiti e ti dirò chi sei.

Essere e comprendere

Dimmi cosa comprendi (e cosa non comprendi) e ti dirò chi sei.

Comportamento e appartenenze

Ogni gesto umano denota una o più appartenenze.

Chi appartiene a cosa

Io appartengo alle cose che mi appartengono.

Crisi di identità

Le crisi di identità sono in realtà crisi di appartenenza.

Appartenenze certe e incerte

Io appartengo certamente alla categoria di persone le cui appartenenze sono incerte.

Essere e appartenere

Essere significa appartenere.

Preferenze e identità sociale

Dimmi di cosa ti piace parlare e ti dirò chi sei.

Scrittura e identità sociale

Scrivo, dunque sono.

Perché siamo ciò che siamo?

Ognuno è quello che è, in parte per necessità e in parte per caso (sia in senso genetico che culturale).

Finito e infinito

Siamo creature finite di un mondo infinito.

Sulle filosofie dell'essere

Io non so cosa significhi "essere" e non riesco a digerire le "filosofie dell'essere". Per me l'essere è e resta un mistero, e, come per tutti i misteri, ritengo inutile parlarne (Wittgenstein docet). Se lo potessimo definire non sarebbe più un mistero, ma nessuna definizione dell'essere mi convince, mi sembrano tutte tautologie. Preferisco parlare di "identità sociale" come concetto psicologico e sociologico.

Lo shopping come rito e indentificatore sociale

L'acquisto o la consumazione di certi beni e servizi caratteristici di una certa cultura possono costituire riti di appartenenza e identificatori sociali. Per questo essi possono risultare particolarmente attraenti.

Sul processo di individuazione

Il processo di individuazione non dovrebbe essere finalizzato a differenziarsi dagli altri (anche se ciò accade inevitabilmente in una certa misura) ma a trovare condivisioni alternative rispetto a quelle native, cioè condivisioni più favorevoli alla soddisfazione dei propri bisogni. In altre parole individuarsi dovrebbe consistere nel trovare nuove e più favorevoli affinità.

Chi stabilisce chi siamo?

L'identità sociale di un individuo è stabilita non da esso stesso ma dalle persone con cui interagisce. Perciò, un individuo insoddisfatto dell'identità che gli viene attribuita dalle persone che frequenta, farebbe bene a frequentare persone diverse, che possano attribuirgli identità più soddisfacenti.

Il non senso di essere se stessi

"Essere se stessi" è un non senso perché noi siamo comunque il risultato delle nostre interazioni sociali, quindi siamo sempre, in un certo senso, "gli altri", ovvero quelli che ci hanno formato, cioè l'altro generalizzato (termine coniato da George H. Mead). Non ha quindi senso cercare il proprio "vero sé", mentre ha senso scegliere le persone con cui interagire in modo che siano adatte ai proprio temperamento genetico.

Scegliere la propria identità

Se io fossi in grado di scegliere liberamente, consciamente, razionalmente, volontariamente la mia identità sociale, quale mi converrebbe scegliere?

Le nostre maschere

Noi siamo le maschere che indossiamo. Senza una maschera non siamo nessuno, non esistiamo.

Siamo ciò che facciamo

Tutto ciò che facciamo e diciamo, non facciamo e non diciamo, parla di noi e ci qualifica agli occhi altrui.

Bisogno di riconoscimento

Ognuno ha bisogno di essere riconosciuto come appartenente a certe comunità, classi o categorie, e come posizionato ad un certo livello di certe gerarchie sociali.

A che servono i rapporti umani

Ogni rapporto umano, che implica relazioni e soprattutto interazioni, è un fenomeno ecologico (per dirla con Bateson) in cui ognuno "serve" all'altro o "serve" l'altro (in modo transitivo e/o intransitivo, diretto e/o indiretto). Per "servire" qualcuno intendo soddisfare un bisogno, desiderio o motivazione di quello, sia di tipo materiale che immateriale, fisico o mentale, inclusa l'affermazione o conferma di una certa identità sociale desiderata.

Il problema della differenza

Essere diversi dagli altri può costituire un pregio o un difetto, ma è certamente un problema e un peso.

Essere e non essere

L'uomo è un essere che parla di essere e cerca di essere certe cose e di non essere certe altre.

Equazioni e comportamento

Il verbo essere è uno strumento scritto nel nostro DNA, infatti lo troviamo in ogni lingua umana. Grazie ad esso possiamo consciamente o inconsciamente costruire delle identità (o equazioni), dotarle di significati, riconoscerle e comportarci di conseguenza, anche se spesso si tratta di equazioni erronee.

Comportamento e identità sociale

Ogni cosa che un umano fa può servire a confermare, affermare, negare o rinnegare una certa identità sociale.

Cambiare carattere a volontà?

È una fortuna che non possiamo cambiare carattere facilmente e a volontà. Se ciò fosse possibile, rischieremmo di diventare dei mostri.

Geni e identità

Siamo il miscuglio casuale di geni da cui la nostra storia ha avuto inizio.

Il personaggio che recitiamo

Ogni giorno recitiamo il personaggio che il nostro codice genetico, le nostre esperienze e la società hanno scelto per noi.

Identità e automatismi

Un umano è i suoi automatismi. Per cambiare personalità occorre cambiare i propri automatismi.

Bisogno di identità

L'uomo è sempre impegnato ad affermare e confermare la propria identità sociale, sia mentre interagisce con altri, sia quando è solo.

Identità e interazione

L'identità che un umano assume e quella che egli attribuisce ad un certo altro, insieme con l'identità che il secondo assume e quella che il secondo attribuisce al primo, determinano le regole e le modalità dell'eventuale interazione tra i due.

In altre parole, le interazioni tra umani dipendono dalle loro identità reali e presunte.

Come gli altri esigono

Per poter interagire con qualcuno non è possibile essere qualsiasi cosa, avere qualsiasi identità e natura, essere se stessi liberamente, ma è indispensabile avere una identità, ovvero un insieme di caratteristiche, compatibile con le aspettative e le esigenze dell'altro.

Mercato di identità

La società è un mercato di identità, dove ognuno sceglie l'identità, ovvero il ruolo, da assumere come si sceglie un vestito o una maschera da indossare. E ogni identità comporta un prezzo da pagare in divieti e doveri.

Esaurimento delle appartenenze

Ogni appartenenza ha un prezzo e una scadenza. Un'appartenenza va continuamente rinnovata mediante la partecipazione a rituali collettivi e solitari, particolari abbigliamenti, arredamenti, pratiche, frequentazioni di luoghi, spettacoli e argomenti di conversazione.

Comportamento e identità sociale

Ogni cosa che facciamo o ipotizziamo di fare è oggetto non solo di autocensura inconscia, ma è anche usata come criterio di appartenenza e identità sociale. In altre parole, i nostri gesti, le nostre scelte, ci qualificano, ci caratterizzano, ci conferiscono una identità, esprimono nostre appartenenze. Comprare un certo oggetto, usarlo, servirsi di qualcosa, assistere ad un certo evento, abbigliarsi in un certo modo, costituiscono anche affermazioni di identità sociali.

Essere e fare

Ognuno è ciò che fa, e fa ciò che è.

Normalità dell'incoerenza

Forse la vera autenticità consiste nel riconoscere e accettare l'incoerenza e l'ambiguità delle nostre identità.

Ecologia di identità

Sulla Terra ci sono quasi otto miliardi di esseri umani, ognuno con la sua identità che consiste nel suo corpo (inclusa la mente) e nella sua storia. Quando vediamo una persona, chiediamoci quale sia la sua identità, quanto sia simile e quanto diversa dalla nostra, cosa potremmo fare insieme, come potremmo interagire.

Il bisogno di conservazione di ogni essere vivente

Ogni essere vivente ha bisogno di continuare ad essere ciò che è, cioè di rimanere sé stesso, di non cambiare identità. Ogni volontà è la manifestazione di un bisogno e la volontà principale di ogni essere vivente, e il suo bisogno principale, sono quelli di conservare ed esercitare la propria identità. Perché cambiare identità, cioè personalità, natura, significa morire come un certo essere, e rinascere come un altro e di questo l'inconscio ha paura.
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